News, Scommesse Euro 2016

Pronostici Euro 2016

 

Ecco i nostri pronostici euro 2016 per i campionati di calcio che si svolgeranno a giugno in Francia.

Dopo i recenti fatti di cronaca che hanno messo in ginocchio Parigi, in Francia si torna a respirare aria di calcio sano e pulito e divertirsi con i pronostici euro 2016. Già, infatti a giugno prenderanno il via i campionati europei di calcio, occasione per cancellare pagine violente associate purtroppo ad avvenimenti calcistici. Quelli di Francia saranno i primi Europei a 24 squadre, divise in sei gironi da quattro ciascuno e dai quali usciranno ben sedici nazionali che si qualificheranno per i quarti. Oltre alle prime due di ogni gruppo infatti, avanzeranno anche le quattro migliori terze. E’, di conseguenza, un’occasione unica per molti. Come per Albania ed Islanda, al loro primo Europeo, o come per l’Ungheria, tornata a grandi livelli dopo decenni. Quello francese sarà anche l’euro dei talenti e delle squadre emergenti (Austria, Svizzera, Polonia), e ovviamente non mancheranno i campioni. Da Cristiano Ronaldo ad Ibrahimovic, passando per Buffon, Neuer ed Iniesta, andiamo a conoscere a fondo la manifestazione ed i nostri consigli per le scommesse euro 2016.

GRUPPO A [Francia, Svizzera, Romania, Albania]

Organizzatori dell’evento, i Galletti si presentano all’appuntamento come una dell favorite per la vittoria finale, se non addirittura la favorita. La squadra allenata da Didier Deschamps è un concentrato di forza fisica e talento, e ha finalmente avuto quel tanto atteso cambio generazionale che ci si aspettava già da qualche anno, quando nel 2002 in Sudafrica la nazionale dell’allora ct Domenech si fece eliminare alla fase a gironi condannata anche da faide interne allo spogliatoio. Bene, il passato è ormai dimenticato, in quanto ad Euro 2016 arriva una Francia rinata e pericolosa per ogni avversario; la rosa è ricca di individualità e molte verranno anche escluse in fase di convocazioni, vista la grande abbondanza di scelta che si presenta a Deschamps. La difesa è uno dei punti di forza dei Galletti, imperniata sul portiere del Tottenham Lloris e sull’arcigna coppia di centrali difensivi composta dall’insostituibile Koscielny e da uno tra Sakho e Varane. Il ballottaggio di questi ultimi si protrarrà fino alla fine, visto la stagione in chiaro scuro di entrambi. A destra Sagna parte davanti a Jallet, mentre a sinistra Evra dovrebbe essere il titolare con Digne pronto in seconda battuta. In mediana Deschamps ha parecchia scelta, e molto dipenderà dal modulo che intenderà adottare (4-3-3 o 4-3-1-2), ma in ogni caso la mediana a tre non si tocca perchè il trio composto da Cabaye, Matuidi e Pogba è forse uno dei meglio assortiti del mondo. Le incognite sono due, essenzialmente, e riguardano la fase offensiva; Benzema non ci sarà, quindi la stella dell’attacco sarà quel Antoine Griezmann che a Madrid – sponda Atletico – sta spaccando le porte. In caso di 4-3-3 Griezmann potrebbe decentrarsi con Payet, anche lui on fire, sull’altra fascia, mentre con l’inserimento di Kanté in mezzo sarebbe Pogba ad avanzare per un ipotetico 4-3-1-2. Giroud, Coman e Martial compongono il resto del reparto offensivo: mica male. “Andiamo in Francia per vincere l’Europeo”; parole e musica di Vladimir Petkovic, selezionatore della Svizzera ed ex tecnico della Lazio, che in tempi non sospetti ha candidato i suoi ragazzi come potenziali guastafeste. In effetti nelle uscite di qualificazione la Svizzera ha fatto vedere buone cose, ed inoltre – cosa da non sottovalutare – è una nazionale decisamente futuribile. Il 4-3-3 di Petkovic si adegua al modulo più usato nel campionato locale, dal quale il ct chiama lo zoccolo duro del Basilea, club da dna europeo. Davanti a Sommer giocano Widmer a destra e Ricardo Rodriguez a sinistra, con Schar (da tenere d’occhio) e probabilmente Klose a fare da diga centrale. In mezzo i muscoli di Xhaka portano la legna necessaria, con Dzemaili e Gelson Fernandes a preoccuparsi della fase di costruzione. Infine, il trio d’attacco, che promette davvero bene: Seferovic boa centrale, con Embolo e Mehmedi nel ruolo di cecchini. Albania e Romania sono le due nazionali che si giocano probabilmente il terzo posto. Il miracolo compiuto da Gianni De Biasi rimarrà in ogni caso nella storia, perchè per la prima volta nella storia l’Albania si qualifica ad una fase finale di un torneo. Il progetto è a lungo termine, ma adesso c’è un Europeo da affrontare con la consapevolezza che gli avversari non ti considerano più una “cenerentola”. Il punto di forza albanese è senza dubbio la mediana, reparto in cui De Biasi ha costruito il miracolo sportivo di cui oggi godiamo, imperniata su Taulant Xhaka (fratello di Granit della Svizzera), l’ex granata Basha e soprattutto Memushaj, giocatore di classe assoluta. Davanti ci si aspetta qualche gol in più dalla coppia Cikalleshi – Balaj, ma le sensazioni sono positive. La Romania invece torna alla ribalta dopo un decennio rovinato da scandali locali come scommesse e partite vendute, in cui a risentirne è stata principalmente la nazionale. Ora in panchina c’è Angel Iordanescu, che punta tutto sulla fantasia dei suoi interpreti: da Torje a Stanciu, passando da Rusescu e Stancu. Dietro, a guidare la difesa, Tatarusanu tra i pali e Chiriches come centrale.
I NOSTRI PRONOSTICI EURO 2016 – La Francia parte assolutamente favorita (giocatevi una semifinale come minimo), e se dovessimo piazzare una scommessa potremmo anche sbilanciarci ipotizzando tre vittorie su tre con molti gol segnati. Per il secondo posto la Svizzera non dovrebbe avere problemi, mentre ad Albania e Romania rimane la lotta per entrare nel lotto delle migliori terze. Quest’ultime non hanno difese particolamente forti, quindi un pronostico realistico potrebbe riguardare gol subiti in ogni match.

GRUPPO B [Inghilterra, Russia, Slovacchia, Galles]

Francia 2016 sarà l’ennesimo banco di prova per l’Inghilterra. Guidati da Roy Hodgson in panchina, i Leoni devono provare a fare il salto in campo internazionale, che ad ogni appuntamento viene pronosticato per poi essere puntualmente smentito. L’Inghilterra, si sa, è come quello studente intelligente che a scuola non si applica: potrebbe fare di più. E paradossalmente questo potrebbe essere l’anno giusto, perchè la Premier League ha regalato ad Hodgson due realtà come Leicester e Tottenham che dell’anima inglese fanno il loro punto forte. Inoltre c’è anche da dire che forse, finalmente, anche gli inglesi sono riusciti a risolvere l’atavico problema di sempre, quello che riguarda portiere e reparto offensivo. La Premier di quest’anno ha consacrato il giovane Butland e mantenuto sui suoi livelli Joe Hart, ma il titolare in Francia sarà l’ex ragazzo prodigio Frasier Forster, oggi numero uno del Southampton. Il portiere dei Saints è senza dubbio un upgrade, perchè sbaglia poco ed è molto efficace sia tra i pali che in uscita e sulle palle alte. Lo ha dimostrato ampiamente in questa stagione, contribuendo all’ottimo campionato della banda di Koeman. In difesa Hodgson punta sul sicuro; a destra si giocano un posto Walker e Clyne, a sinistra Rose e Baines, mentre in mezzo l’unico ad avere la maglia da titolare sarà Cahill, mentre a fianco a lui vedremo uno tra Jagielka e Stones, entrambi dell’Everton. Più difficile che ci sia spazio per Smalling, che rimane comunque un ottimo rincalzo. Importante sarà scegliere i due interpreti in mediana del 4-2-3-1, che ad oggi dovrebbero essere Milner ed Henderson (coppia comunque già affiatatasi in quel di Liverpool) ma occhio a Drinkwater, che nel Leicester ha giocato una stagione mostruosa. Della spedizione francese farà parte anche Alli, talento di casa Spurs, con tutta probabilità vice di Ross Barkley. Lallana, Sturridge e Walcott copriranno gli esterni offensivi, mentre Vardy e Kane si giocano il posto da centravanti con Welbeck tuttofare e l’incognita Rooney che incombe. Già, perchè se dovesse riprendersi del tutto, il capitano del Manchester United non può essere lasciato a casa, anche solo per motivi di leadership. Insomma, la squadra c’è: ora o mai più. Il 2015 è stato l’anno zero per la Russia; cacciato Fabio Capello, ingaggiato per una cifra monstre senza avere uno straccio di risultato, la federazione ha deciso di affidarsi al santone del CSKA Leonid Slutsky, che con l’Armata Rossa ha fatto incetta di trofei e soprattutto è russo, cosa non da poco in una realtà molto chiusa. Slutsky ha provato a modificare i dettami della gestione Capello, e piano piano sta provando a plasmare una sua squadra. Le ultime uscite non sono state indimenticabili, perchè a parte la vittoria di misura sul Portogallo, sono arrivate sconfitte (Francia e Croazia) e vittoria contro avversarie modeste (Lituania). Il problema grosso Slutsky lo ha in difesa, dove l’età media è altissima (i fratelli Berezutsky e Ignashevich over 30) e il solo Smolnikov pare avere una marcia in più (in attesa del rientro di Anyukov). A sinistra invece spazio a Kuzmin, 30 anni, pallino del ct. Anche in mezzo non si scherza, ma c’è più scelta; da Dzagoev a Mamaev, fino a Glushakov e soprattutto Denisov, i piedi buoni non mancano. Ed in prospettiva c’è Golovin, 19 anni. Sugli esterni Zhirkov – può giocare anche terzino – e Kombarov danno gamba e profondità, mentre davanti ci si affida alla vena realizzativa di Artem Dzyuba, on fire quest’anno con lo Zenit. Accanto a lui giocherà l’ex promessa Kokorin. Tra Galles e Slovacchia sarà lotta al terzo posto, ma considerato il passato della Russia, potrebbe scapparci la sorpresa; i britannici fanno parte delle sorprese in fase di qualificazione, trascinati da Gareth Bale (ora sì, veramente leader) e Aaron Ramsey, ma in generale tutto il Galles pare una macchina interessante e ben oliata nei meccanismi. Marek Hamsik avrà invece il compito di trascinare la Slovacchia: impresa non semplice, ma assolutamente affascinante.
I NOSTRI PRONOSTICI EURO 2016  – Scommessa sicura: l’Inghilterra vince il girone. Nonostante i Leoni storicamente siano capaci di imprese in senso negativo, il trend della truppa di Hodgson è positivo e il traguardo delle semifinali potrebbe non essere utopia. La Russia ha una grande occasione per consacrarsi, ma il Galles è più squadra e potrebbe stupire (provate a giocarci qualcosa). Meno chance, invece, per la Slovacchia.

GRUPPO C [Germania, Polonia, Ucraina, Irlanda del Nord]

Dopo la Francia ci sono loro, i tedeschi. La Germania si presenta all’Europeo ancora una volta da favorita, e non potrebbe essere altrimenti visto il successo brasiliano al mondiale di due anni fa. La selezione allenata da Low (forse all’ultima esperienza su questa panchina) trova un girone di ferro, e già dal principio sarà attesa da alcuni banchi di prova decisamente importanti. Con Polonia ed Ucraina ci sono poi implicazioni di carattere storico sociale, il che rende tutto più affascinante. Ma veniamo alla squadra, che ha stravinto il suo girone di qualificazione ed ancora una volta fa di forza abbinata ad organizzazione i suoi punti di forza. Già, perchè Low ha creato la sua compagine ad immagine e somiglianza della mentalità tedesca, che prevede molta intensità ma soprattutto ricerca ossessiva del gioco, filosofia a cui ha contribuito attivamente l’arrivo di Guardiola al Bayern. Low camaleontico quindi, e d’altronde basta guardare l’undici schierato contro l’Italia per farsene un’idea; dietro, per esempio, davanti a Neuer agiscono tre centrali bravi in impostazione ma imponenti fisicamente come Rudiger, Mustafi e soprattutto Hummels, con due laterali a tutto campo che in fase di non possesso trasformano la difesa a tre in una retroguardia a cinque. Rudy ed Hector sanno interpretare alla grande questo ruolo, e con tutta probabilità saranno loro i titolari in Francia. Il concetto di cinque giocatori base più cinque attaccanti è perenne, con tanto di falso nueve che non guasta mai; Kroos è l’ago della bilancia in mediana (in caso di necessità c’è anche Khedira disponibile), Muller, Ozil e Draxler (o Schurrle) creano e Mario Gotze fa da riferimento mobile davanti. La profondità della panchina è un altro punto di forza, con gente tipo Reus pronta a subentrare. Favoriti, si diceva:sicuramente, almeno da semifinale. Chi invece potrebbe stupire molti è la Polonia, della quale si parla troppo poco. Ormai da anni tutti i migliori giocatori polacchi militano nei top campionati europei, così la selezione allenata da Adam Navalka è cresciuta esponenzialmente nelle ultime stagioni. Il ct polacco schiera i suoi secondo dettami di 4-2-3-1, ruolo più “europeo” possibile, e nonostante abbia in testa già un undici tipo, in questi ultimi mesi l’ascesa di ragazzi come Zielinski potrebbe sparigliare le carte. Che la Polonia sia ricca di talenti lo si capisce dai quattro portieri selezionabili, uno dei quali starà a casa: Fabianski, Sczeczsny, Tyton e Boruc. Il titolare sarà il numero uno dello Swansea, responsabile di guidare la linea a quattro composta da Pisczek sulla corsia di destra, la coppia Glik – Pazdan in mezzo e l’incursore mancino Wawrzinyak. La Polonia, nonostante i nomi vi dicano poco, è una delle migliori difese europee. In mezzo Krychowyak è il leader del centrocampo, così come lo è nel Siviglia, e a fianco a lui di solito gioca Linetty, ma la già citata ascesa di Zielinski potrebbe portare la titolarità appannaggio dell’empolese. Grosicki, altra freccia nell’arco di Navalka, è l’esterno che spacca le partite, con Olkovski dalla parte opposta e Macrzinsky in appoggio a Robert Lewandowski. Lui sì, uno che fa la differenza. Dopo gli avvenimenti tragici dell’ultimo biennio, l’Ucraina prova a riaffacciarsi nel calcio che conta; la nazionale è forte, non ai livelli di quella di Shevchenko, ma offre spunti interessanti di analisi. A prenderla per mano dovranno essere i due assi offensivi, Konoplyanka e Yarmolenko, entrambi autori di un’ottima stagione. Quest’ultimo probabilmente in estate andrà in Premier League, e un Europeo giocato a grandi livelli permetterebbe alla Dinamo di monetizzare. Dell’Irlanda del Nord c’è poco da dire: collettivo organizzato, gruppo solido, giocheranno senza pressioni alcune. Ma a livello tecnico la rosa ha già fatto molto ad arrivare fin qui, e un ulteriore step sarebbe troppo anche per chi crede nei miracoli. Esserci è comunque un successo, e proprio per questo Cathcart, Evans, Lafferty e compagni se la giocheranno a viso aperto. In ct Martin O’Neill ha comunque tracciato il percorso: “Questo Europeo ci servirà per crescere e puntare al mondiale del 2018”. C’è da credergli.
I NOSTRI PRONOSTICI EURO 2016  – Non è un girone facile da predirre, ma la Germania non dovrebbe avere problemi a vincerlo. Se siete amanti del rischio, giocatevi il pari in partita secca tra tedeschi e Polonia, un’ipotesi nemmeno troppo campata in aria. L’Ucraina invece parte favorita per il terzo posto contro l’Irlanda del Nord (giocatevi la loro vittoria nello scontro diretto), e un eventuale punto (o più) in aggiunta li candiderebbe come una delle migliori terze classificate.

GRUPPO D [Spagna, Croazia, Turchia, Repubblica Ceca]

Dopo Francia e Germania, nel podio della favorite per la vittoria finale c’è senza dubbio la Spagna. La qualità a disposizione di Vicente del Bosque è a tratti impressionante, perchè le Furie Rosse paiono avere davvero pochi difetti in una rosa composta grossomodo da una selezione delle tre grandi locali. Importante lo scheletro del Barcellona, che aiuta il ct anche dal punto di vista tattico; in campo infatti Del Bosque usa preferibilmente il 4-3-3, alternandolo al 4-2-3-1, come fa Luis Enrique con i blaugrana (oggi però sempre più spesso orientati verso il primo modulo). Nonostante un mondiale deludente, la Spagna torna alla grande nell’elite del calcio, tanto che la figuraccia brasiliana sembra solo un errore di passaggio, una brutta avventura già dimenticata. Del Bosque ha saputo rinnovare il gruppo, inserendo gradualmente anche elementi validi per il futuro (viene in mente Koke), facendo così respirare a tanti ragazzi l’odore della nazionale maggiore. A difendere i pali della Spagna sarà David De Gea, portierone del Manchester United e tra i migliori portieri della Premier League. Cresciuto nel vivaio dell’Atletico, De Gea è probabilmente uno dei migliori interpreti del ruolo tra i pali, dove compie autentiche prodezze. Nella difesa a quattro ci sono solo certezze; a destra spazio ad un giocatore per il quale Mourinho stravede, Cesar Azplicueta, capace – oltre che a giocare sulla fascia – di interpretare più ruoli nel pacchetto arretrato. A sinistra il discorso non inizia nemmeno, con un Jordi Alba consacratosi nel Barcellona e padrone senza dubbi della corsia mancina. Anche la coppia di centrali è unica, stracollaudata e probabilmente troverà il suo apice al mondiale russo. I nemici-amici Piqué e Sergio Ramos, al netto delle molte (troppe?) critiche ricevute, danno ancora ampie garanzie. Passando al reparto mediano, Sergi Busquets è tra gli insostituibili per la sua attitudine al sacrificio, la sua abilità a rompere e cucire il gioco, il tutto abbinato ad una grinta fuori dal comune. Andrés Iniesta è l’incursore per antonomasia, uno che anche quando sembra spento con un inserimento ti cambia la partita, mentre il terzo posto se lo giocano Koke e Fabregas, con quest’ultimo in leggero vantaggio. Davanti Isco fa l’esterno a destra, mentre il rientrante Nolito si prenderà la fascia sinistra per eseguire al meglio il suo marchio di fabbrica (dribbling a rientrare e botta in porta). Il centravanti dovrebbe essere Paco Alcacer, con Aduriz e Morata riserve. Poche speranze di vedere in Francia Soldado e Negredo, entrambi pallini di Del Bosque, ma reduci da pessime annate. Con Ante Cacic in panchina la Corazia sembra tornata ai tempi del primo Bilic; squadra pericolosa, difficile da affrontare, agguerrita ma con molta classe. Il 4-2-3-1 del neo ct croato esalta le qualità di un gruppo che sembra arrivato oggi alla maturità calcistica, e che produce un gioco ordinato e soprattutto efficace. In porta gioca il numero uno del Monaco Subasic, con Corluka e Vida (quest’ultimo piace all’Inter) cerniera di difensori centrali, e il capitano Srna ad affondare sulla destra. A sinistra la maglia di titolare per ora la prende Pivaric, ma occhio al ritorno del “napoletano” Strinic. Tanta classe in mediana, con la coppia Kovacic – Modric a fare da scudieri a Rakitic, che non gioca mezz’ala come nel Barcellona ma avanza il suo raggio d’azione a mezzapunta. Pjaca e Perisic, reduci da un grande campionato, da tempo si sono impadroniti degli esterni, con Mandzukic centravanti. Difficile capire le prospettive di Turchia e Repubblica Ceca. Sulla carta entrambe le nazionale hanno individualità interessanti, ma certo è che il livello del girone non le aiuta. Le speranze della Turchia sono legate allo stato di forma dei suoi tanti fantasisti (Inan, Calhanoglu, Malli) e dalla tenuta della coppia di mediani composta da Sahin e Topal. Davanti, Burak Yilmaz avrà il compito di regalare i gol decisivi al ct Terim. Discorso simile per la Repubblica Ceca, buon collettivo, ma senza stelle clamorose. Occhio, però, a non sottovalutarli, perchè in rosa ci sono ragazzi di valore ma semisconosciuti come Vladimir Darida, che in Bundesliga ha fatto cose eccellenti attirando le attenzioni di diversi top club. Da seguire anche l’interessante centrale dello Sparta Praga Brabec, in gol contro la Lazio in Europa League poco tempo fa.
I NOSTRI PRONOSTICI EURO 2016  – Spagna e Croazia si giocano il primo posto, con le Furie Rosse leggermente favorite. Si prevedono partite con molti gol, viste le forze in campo. Per la terza piazza la Turchia parte avvantaggiata, soprattutto se i suoi piedi buoni dovessero girare a pieno regime. Qualche imbeccata per scommettere: Spagna batte Repubblica Ceca e Turchia, idem la Croazia.

GRUPPO E [Italia, Belgio, Svezia, Irlanda]

Riusciremo a fare bella figura? Chi lo sa. Intanto le premesse non fanno presagire nulla di buono. Antonio Conte ha scelto l’Italia come passatempo, e nel frattempo ha trattato con diversi club per avere una panchina. Non solo, con l’ufficialità del suo accordo al Chelsea, Conte ripete il comportamento avuto con la Juventus, mollata da un giorno all’altro a preparazione iniziata. Il ct ha passato più tempo a Londra che altro, e se dovesse fare un Europeo deludente, in pochi glielo perdonerebbero. Inoltre alcune scelte hanno fatto storcere la bocca ai media, sia dal punto di vista delle convocazioni che da quello delle esclusioni. Magari non eccellenti, ma inspiegabili. Una era quella di Insigne, richiamato solo per le recenti amichevoli, giocatore dal quale quest’Italia priva di talento non può prescindere. Ma vediamo chi potrebbe far parte della spedizione francese. Tra i portiere Buffon ovviamente è il titolarissimo, con Sirigu seconda scelta, ma il brutto infortunio di Perin costringe Conte a scegliere un altro terzo. In lizza ci sono Sportiello e Donnarumma, tra tutti, con l’atalantino favorito (per quanto affascina l’idea di portare il giovanissimo milanista: tutta esperienza). Dietro Conte ha ormai varato la difesa a quattro, con la coppia di centrali della Juventus – Barzagli e Bonucci – e Chiellini probabilmente dirottato a sinistra come laterale di contenimento. A destra spazio a Darmian, non male nella prima esperienza con il Manchester United. La mediana probabilmente sarà a tre, con Montolivo vertice basso (Marchisio infortunato salterà l’europeo) e Verratti (se il fisico lo lascerà in pace) più Florenzi mezze ali. Nel caso si giocasse con la mezzapunta – difficile – tornerebbe in auge il nome di Vazquez, ma in previsione del tridente il trio Candreva – Pellé – Insigne ha tutto per essere quello titolare. La mancanza di fuoriclasse nel reparto offensivo è strana per una nazionale come la nostra, dove storicamente abbiamo prodotto un sacco di campioni (basti pensare che negli anni ’90 uno come Montella non veniva chiamato). Conte dovrà fare di necessità virtù allestendo una rosa omogenea ma con giocatori adatti a cambiare modulo. Cosa, per esempio, non considerata in Brasile da Prandelli, dove l’Italia è stata eliminata al primo turno. A contenderci il primo posto, o forse noi lo contenderemo a loro, c’è il Belgio dei talenti, che due anni fa al mondiale aveva tutto sommato deluso, ma oggi riparte con entusiasmo e più esperienza incamerata in un biennio decisamente positivo. Marc Wilmots inoltre ha un grande merito: aver unito le diverse etnie del Belgio anche in nazionale, dove prima c’erano rivalità. Questa squadra è forte in tutti i reparti, partendo proprio dalla difesa dove Courtois, Alderweireld, Kompany, Vermaelen (oggi infortunato, ma a giugno arruolabile) e Vertonghen compongono un pacchetto invidiabile. Tutti, tra l’altro, titolari in Inghilterra dove si gioca un calcio intenso e fisico. In mezzo Witsel e Fellaini sono i due giocatori che dettano il gioco e soprattutto proteggono i quattro attaccanti dei Diavoli Rossi, con Lukaku riferimento centrale ed il trio Mertens – Hazard – De Bruyne ad inventare. La classe, qui, si spreca. A fare da guastafeste nel girone potrebbe essere la Svezia di Zlatan Ibrahimovic, che finalmente arriva a giocarsi una fase finale di un torneo importante. I ragazzi di Hamren non sono solo Ibra, ma un collettivo di tutto rispetto. Dietro comandano Granqvist e in “benfiquista” Lindelof, in mezzo spazio alla tecnica di Hilijemark, Wernbloom e Karllstrom, mentre davanti – con l’asso del PSG – giocherà il ritrovato Guidetti. L’Eire, sulla carta, è la squadra con meno possibilità di fare strada nonostante il buon percorso fatto fino a qui. Coleman, O’Shea, Brady, McCarthy e McGeady sono i leader, davanti si proverà a convincere Robbie Keane a rispondere presente per giocare al fianco di Shane Long. Ma esserci è il successo più grande.
I NOSTRI PRONOSTICI EURO 2016  – Se l’Italia becca il periodo giusto può anche vincere il girone. Se siete audaci, potete anche piazzare una scommessa sul primo posto degli Azzurri. Se invece avete fiducia nel Belgio, il pronostico in effetti va appannaggio dei ragazzi Wilmots. Difficile tracciare il cammino di Svezia ed Eire; in linea generica si equivalgono, ma la Svezia ha Ibrahimovic. Il che non è un fattore secondario.

GRUPPO F [Portogallo, Islanda, Austria, Ungheria]

In Portogallo filtra molto ottimismo per la spedizione francese della nazionale lusitana. I portoghesi quest’anno hanno costruito una squadra di giovani attingendo a piene mani dai vivai locali, dove per esempio quelli delle tre grandi sono sempre generosi di talento. Inoltre, il ct Fernando Santos ha finalmente a disposizione un bacino profondo da cui attingere, riuscendo finalmente a costruire una compagine con più alternative in ogni ruolo. Rui Patricio, Miguel Veloso, Moutinho, Nani, Quaresma, Danny e Cristiano Ronaldo compongo la parte esperta del Portogallo, quella da cui ci si aspettano gol e carattere per arrivare più avanti possibile, ma attorno a loro molti ragazzi interessanti stanno sbocciano. Davanti a Rui Patricio, Fernando Santos ha alternato come centrali difensivi Bruno Alves, Neto e José Fonte, con i primi due teoricamente un passo avanti al marcatore del Southampton. A destra il ballottaggio è tra l’interessante (e giovane) Semedo e Cedric Soares, anche lui in forza ai Saints. A sinistra invece Eliseu ha blindato la titolarità dopo l’ottimo momento iniziato dalla firma col Benfica. Nella mediana a tre giocano André Gomes, Joao Moutinho e Miguel Veloso, ma le alternative sono davvero tante. Da Danilo Pereira ad André André, fino a Danny riserva di lusso per passare a più moduli nello stesso match. Davanti Ronaldo è il centravanti, con Nani e Quaresma a supporto sugli esterni. “Le prospettive sono buone – ha detto Fernando Santos recentemente – ne sono convinto io e anche i miei ragazzi lo sono”. Vedremo, ma la qualità finalmente pare esserci. E poi c’è un conto in sospeso con l’Europeo: quello del 2004, giocato in casa e perso contro la Grecia. Con uno svedese in panchina, dal gelido nord approda in Francia l’Islanda di Lars Lagerback. L’esperto commissario tecnico ha portato la nazione più a nord d’Europa ad un traguardo storico, ottenuto eliminando l’Olanda e con un gioco a tratti straordinario. In casa l’Islanda ha fatto quasi bottino pieno, segno di come a livello mentale si sia fatto un passo avanti anche in paesi calcisticamente meno evoluti. Eppure di giocatori formati alla grande ce ne sono, basti pensare che una volta l’esplosione di un islandese era estemporanea (Gudjonssen), mentre oggi è normalità. Parlando di campo, Lagerback propone un semplice e lineare 4-4-2, con esterni che fanno delle sovrapposizioni il loro pezzo forte, e una coppia d’attacco più di movimento che efficace in fase realizzativa. L’Islanda infatti è una semplice cooperativa del gol. Tra i pali gioca Halldorson, 31enne che milita in Eredivisie, e la linea a quattro davanti a lui è composta da semisconosciuti quali Saeversson, Arnason, Sigudsson e Skulason, che però insieme formano una combinazione efficace e – soprattutto – affiatata. Molto importante in questa squadra è il lavoro sugli esterni, con Bjarnason (nel Basilea gioca centrale) spostato a sinistra dove spesso si accentra per tentare il tiro. Dall’altra parte gioca Gudmunsson, da diversi anni impegnato nel calcio inglese con il Reading. In mezzo invece c’è Sigudsson, asso dello Swansea e uomo più rappresentativo dell’Islanda, che in coppia con Gunnarsson crea la maggior parte dei pericoli. Infine l’attacco, composto da Bodvarsson e Sigthorsson, entrambi alla ricerca di continuità, ma coppia che si completa dal punto di vista tecnico-tattico. Senza dimenticare Finnbogasson, rinato da quando gioca in Bundesliga. E, ovviamente, il 38enne Gudjonssen, che in Francia coronerà il sogno di una carriera. Tra le nazionali emergenti c’è sicuramente l’Austria, squadra con molto talento e ultimamente indicata tra le nazionali più futuribili. Il progetto è quello di arrivare in Russia, ma nel frattempo Euro 2016 è un discreto banco di prova in un girone dove tutto può succedere. Di talento ce n’è parecchio, si diceva, ed il merito di averlo assemblato al meglio va a Marcel Koller, svizzero che alla guida dell’Austria sta facendo grandi cose. Il suo maggior merito è aver sfruttato il talento più cristallino in suo possesso, Alaba, in più ruoli, come nel Bayern. Attorno al mancino gira tutta l’Austria, che in difesa schiera l’ormai abituale difesa a quattro con Klein, Prodl, Dragovic e Fuchs in linea davanti al promettente Almer. Alaba gioca invece a metà campo, almeno d’abitudine, affiancato dai polmoni e dai muscoli di Baumgartner. Il reparto offensivo è di tutto rispetto: Harnik è protagonista in Bundesliga, così come anche Junuzovic, mentre Arnautovic in Inghilterra si è preso le chiavi dello Stoke City. Janko, il centravanti, rientrato dall’Australia ha condotto il Basilea verso l’ennesimo titolo. Occhio quindi, perchè a questi ragazzi nulla è precluso. Chiudiamo la carrellata parlando dell’Ungheria, piacevole presenza dopo decenni di anonimato; arrivare qui è il primo passo verso la rinascita, ma la squadra – sebbene abbia fatto grandi cose per esserci – probabilmente è stata sovrastimata. Molto affascinante il derby dell’Impero contro l’Austria riservato dal sorteggio: anche per questo, l’europeo merita di essere vissuto.
I NOSTRI PRONOSTICI EURO 2016  – Sulla carta il Portogallo dovrebbe vincere il girone, ma il pronostico diventa complicato per la presenza di ben due mine vaganti come Islanda ed Austria. Saranno loro due probabilmente, confermando il pronostico, a giocarsi la seconda piazza. L’Ungheria invece, non dovrebbe impensierire più di tanto.

PRONOSTICI EURO 2016: GOLEADOR – Facciamo ora una panoramica su tutti i possibili cannonieri di Euro 2016, dalla quale potete prendere spunto per qualche scommessa interessante. Nel Gruppo A la Francia ha un potenziale capocannoniere in rosa. E’ Griezman, che qualora dovesse rientrare in gruppo ha le carte in regola per fare molto bene, sfruttando l’enome mole di gioco offensivo prodotto. Se vi piacciono le sfide, mettete due spiccioli sullo svizzero Breel Embolo, classe ’97 e attaccante di sicuro avvenire. Nel Gruppo B troviamo altri due nomi interessanti per piazzare qualche scommessa interessante; il primo è quello di Harry Kane, bomber inglese del Tottenham, il cui rischio è però avere la concorrenza di Jamie Vardy. Molto più stuzzicante l’ipotesi Artem Dzyuba; il russo dello Zenit ha segnato a raffica e sarà senza dubbio il terminale offensivo della squadra di Slutsky. Nel Gruppo C c’è carne al fuoco di primissima scelta; la Germania punterà forte su Thomas Muller, che già nelle edizioni precedenti di mondiali ed europei aveva segnato parecchio, mentre l’opzione B si chiama Robert Lewandoswski. Il centravanti polacco è un accentratore e riceverà tantissimi palloni: facile che sarà lui a giocarsi il titolo di capocannoniere. Passando al Gruppo D, un pronostico di Mario Mandzukic come goleador potrebbe essere veritiero, visto che nelle altre tre compagini – Spagna compresa, visto che è un collettivo del gol – non vi sono individualità di spicco in fase realizzativa. Inoltre per lo juventino vale il discorso fatto per Lewandowski, cioè un’intera squadra che produce per un’unica punta. Tenetelo presente. Il Gruppo E, quello dell’Italia, a nostro avviso vedrà la sfida tra il belga Romelu Lukaku e ovviamente Zlatan Ibrahimovic. Se è vero che il Belgio è più forte, è anche vero che Ibra i gol se li crea, ed ecco che magari una scommessa abbinata con i due pronosticati potrebbe rivelarsi una buona combo. Nell’ultimo raggruppamento invece c’è Cristiano Ronaldo, e di conseguenza il pronostico non può che andare totalmente su di lui.

PRONOSTICI EURO 2016: SCOMMESSE DIRETTE – Se volete cimentarvi con le scommesse sul cammino delle singole nazionali, proviamo a fare il punto con un pronostico. Ci sono potenzialmente sei squadre da semifinale; la prima è senza dubbio la Francia, che vi consigliamo di scommettere senza indugi visto anche il fattore ambientale, così come qualche euro andrebbe messo su Germania e Spagna. Più affascinati, ma possibili, le ipotesi Inghilterra, Belgio e Portogallo. Ovviamente, se volete rischiare meno, giocatevele tutte come possibili approdi ai quarti, dove dovreste incassare facilmente le vostre scommesse. Anche l’Italia dovrebbe facilmente approdare ai quarti, e ogni risultato diverso sarebbe fallimento completo, soprattutto dopo l’ultimo mondiale. Se invece volete cimentarvi con le sorprese, in nomi di Islanda, Austria e soprattutto Polonia potrebbero fare al caso vostro. In particolare quest’ultimo, perchè essendo una nazionale di cui si parla poco potreste trovare occasioni interessanti in più case di scommesse. Qualcosa in chiave ottavi mettetelo anche su Turchia, Russia, Ucraina e Svezia, che hanno individualità interessanti in fase di partita secca. Infine, se volete solo giocarvi la squadra campione, noi vi suggeriamo la Francia.

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